| |
|
|
|
| ALBA TZIGANA - Improvvisazioni |
 |
Se la danza è gioia, e la gioia è vita, allora cosa c'è di più imprevedibile e spontaneo, fuggevole e sfuggente dell'esistenza?
La danza orientale e gitana incarna questo aspetto in modo lampante, e nessuno può stare dietro a questi ritmi se non sta danzando con il cuore e le viscere, oltre che con la tecnica appresa.
Infatti Myriam Szabo e Carolina Fonseca, di cui ho avuto la fortuna di seguire alcuni seminari, affermano: non esiste la "danza gitana", esistono zingari che ballano.
Il gitano non si preoccupa del passo, è il passo.
L'approdo finale, quindi, è il divenire tutt'uno con la musica e "essere - con" la melodia, quasi prevedendola.
Fare l'orecchio alle varie combinazioni ritmiche, cioè ascoltare molto la musica e magari anche studiarla, aiuta parecchio, ma sarà impossibile sciogliersi in un pezzo e trascinare con sé gli spettatori se non si diventa tutt'uno con il brano ballato, esattamente come se fosse un amante... chi si chiede se è ridicolo mentre fa l'amore perde tutto il gusto, e così avviene danzando.
Per esempio, è magica la sintonia che si crea col suonatore di darbouka, sembra quasi di indovinare i colpi e i sussulti delle sue dita che faranno nascere i nostri ondeggiamenti o i nostri colpi di bacino... e se non nasce questo, beh! la magia è
|
|
|
finita. È come quando l'innamoramento non parte.
Questo non per eliminare le coreografie, indispensabili per imparare e per avere un repertorio da proporre, soprattutto se si danza in gruppo, ma per non dimenticare ciò che rende le danze orientali e zingare così magiche ed irripetibili: il mettersi in gioco ogni volta. |
|
|
|
|
|
|